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Guerra sottomarina, una guerra di uomini e macchine

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La guerra sottomarina viene combattuta sotto il livello della superficie del mare ed è una delle attività dell'uomo che richiede maggior capacità operativa, mezzi navali ad elevatissime prestazioni, i  sommergibili infatti sono a tutti gli effetti delle navi, ma al contrario delle navi devono fronteggiare la potenza del mare sia dal basso che dall'alto e combattere il mare che è sopra di noi non è certo una cosa semplice. Tutti noi sappiamo che acqua e aria sono diversi, ma il peso dell'acqua che è di circa una tonnellata  a metro cubo, cambia comletamente la visione che l'ingegneria deve avere per fronteggiare il mare in immersione.  La marina militare di ogni nazione, destinatario ultimo dei sommergibili, richiede macchine ad elevatissimi standard tecnologici. Navi sottomarine che sono in grado di sfidare centinaia di metri di acqua sopra la testa e decine di atmosfere di pressione su superfici enormi, portano a sollecitazioni notevoli.

Parlare di guerra sottomarina significa ovviamente parlare anche di sottomarini: speciali "navi" in grado di immergersi completamente in acqua ma causa del fatto che l'acqua è più densa 770 volte dell'aria, i  sommergibili sono immediatamente sollecitati da pressioni crescenti appena cominciano ad immergersi. Dato che la pressione si definisce a cm quadrato e un sottomarino è grande migliaia di metri quadrati, si capisce come le cose si complichino in modo rapidissimo; già a 100 metri di profondità su un sottomarino gravano centinaia di migliaia di tonnellate d'acqua. Questo fenomeno è talmente impressionante che in pratica anche i più moderni sottomarini nucleari non possono andare oltre i 300 metri di profondità, dove già per ogni cm quadrato di superficie gravano 30 kg di carico, cioè 300.000 per metro quadro, cioè 1.200.000.000 kg su una sola fiancata.

La marina militare di qualsiasi nazione si parli, è il destinatario di queste macchine prodigiose, spesso unità navali che superano i 150 metri, sottomarini da battaglia equipaggiati di missili, armi nucleari e siluri d'attacco, navi in grado di ingaggiare mari  glaciali o tifoni con mare forza 11, navi in grado di restare a largo anni interi e in immersione decine di giorni senza mai emergere. Le grandi scuole di pensiero della progettazione dei sottomarini, derivano dall'enorme esperienza accumulata durante la prima e seconda guerra mondiale, e dai leggendari U-Boot della Kriegsmarine. Ma per quanto sembri strano, non solo la marina militare utilizza i sommergibili, non solo militari sono i sommergibilisti, esistono infatti unità come piccoli sottomarini che sono stati pensati e prodotti per scopi scientifici. Dunque non solo la guerra sottomarina è l'obbiettivo che si pongono i progettisti di sottomarini. La ricerca scientifica è uno sbocco importante e la sorveglianza dello stato di salute degli oceani e la comprensione dei suoi meccanismi vitali è uno dei grandi punti di sfida dell'epoca moderna e della salvaguardia ambientale.  L' abbigliamento marina che usano i sommergibilisti è un abbigliamento specifico, molto spesso studiato per operare in ambienti così specifici e critici che deve essere appositamente pensato. Essere traspirante, essere impermeabile, essere fresco, essere caldo alla bisogna, che permette di essere agili ma allo stesso tempo protetti.  Gli uomini che si  occupano di queste mansioni, che siano civili o ricercatori, che siano militari e ufficiali sono comunque e sempre marinai, uomini che hanno fatto del mare la loro dimora, uomini che sopra ogni altra cosa vivono  il mare come loro elemento fondamentale della vita.

La guerra sottomarina esiste perchè con tutta la sua tecnologia l'uomo ha comunque scoperto che il mare è una barriera formidabile, difficilissimo da attraversare con onde radio e con luce visibile, difficilissimo da attraversare con armi ben guidate, e dunque un sottomarino può avvicinarsi al nemico spesso invisibilmente e portare la sua offesa in modo improvviso e micidiale. Senza che  il nemico sospetti nulla - o veda - un'unità d'attacco con potere distruttivo inimmaginabile può avvicinarsi a poche miglia dal suo bersaglio e colpire senza alcuna pietà. 

Dunque lo studio e la realizzazione di sommergibili è possibile solo grazie a una sofisticata unione fra meccanica, fisica, elettronica, elettrotecnica, idraulica, automazione e ingegneria.  Si tratta di oggetti estremamente costosi sia nella realizzazione, sia ancor di più nella gestione operativa.

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